braccia sottratte all'agricoltura

Racconti di provenienza ambigua
sabato, 13 gennaio 2007

Capitolo II

L’estate al mare per Roberta e il piccolo Xavier scorreva tranquilla, la poppata alle dieci appena prima di uscire, poi il piccolo si addormentava nel tragitto e dormiva mentre Roberta cercava parcheggio, alla mezza si mangia. La nonna orgogliosa stava ore a guardare il piccolo mentre dormiva, il nonno nel frattempo si dedicava alla lettura del giornale, partendo regolarmente dalla pagina del calcio per fermarsi alla cronaca regionale, tanto quello che fanno a Roma non mi interessa, e degli altri ancor meno. Tra i frequentatori dello stabilimento balneare si era creata una certa amicizia, non solo i vicini di cabina che da anni trascorrevano le estati a sudare affianco ai genitori di Marco, ma anche qualche nuovo arrivato, gli sfottó sul calcio, la partita a scopone o a scala, le chiacchiere sui sacri testi di Novella 2000 e la Gazzetta dello Sport, le borse comprate dal marocchino, che poi veniva dal Senegal, ma che tanto son tutti extracomunitari, ma Luis é simpatico e parla pure bene l’italiano, e poi sono quelli che li sfruttano, che nei vicoli vivono in dieci nello stesso scantinato, e magari sono pure laureati, ma proprio qua devono venire, che non c'è lavoro per i nostri figli, ma scusa tuo figlio ci andrebbe a vendere le borse sulla spiaggia, ma lascia perdere che é disoccupato da tre anni e adesso é in Inghilterra che fa un corso di inglese per perfezionarsi, io lo manderei sì a vendere in spiaggia mio figlio, ma cosa vuoi, sarà perché gli abbiamo viziati troppo.
Marco finito di lavorare verso le sette raggiungeva al famiglia al mare, un tuffo in piscina, perché il mare si sa in città é uno schifo, cena sotto l’ombrellone e l’ultimo sole bevendo il caffè, due coccole al piccolo appena sveglio e poi a casa a guardare un po’ di tivvú sul divano approfittando delle ore di fresco. La domenica non era molto diversa dagli altri giorni per Roberta e il piccolo Xavier, a parte che Marco si univa alla compagnia e passava anche lui la giornata al mare, si univa con gli altri padri nei discorsi sul calciomercato, una partitella nel campetto di calcio a cinque ogni tanto e finalmente un po’ di tempo per godersi Xavier, che a dire il vero dormiva, dormiva, mangiava e bisognava cambiarli il pannolino, cazzo che puzza Roberta ma come farà a cagare così tanto? Guarda Marco che anche tu ne facevi tanta tanta, per fortuna che io ero sempre in ufficio quando eri piccolo, ma la mamma ha ragione, e vabbé che caghiamo tutti, ma proprio mentre mangio il gelato, e piantala di parlare così volgare che non siamo mica al mercato!
postato da MissBrauch alle ore 09:53 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: tirare a campare


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